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BUONA NAVIGAZIONE,
Morena!

venerdì 9 gennaio 2009

- "LE PAROLE DEI SAGGI"


Io nacqui nella prateria
dove il vento soffia liberamente
e dove non c’era nulla
a bloccare la luce del sole.
Io nacqui dove non c’erano recinti
e dove ogni cosa respirava liberamente.
Io voglio morire là,
e non dentro questi muri.
( Dieci Orsi, Comanche Yamparika)

Grande spirito concedimi la serenità di accettare
le cose che non posso cambiare,
il coraggio di cambiare le cose che posso cambiare,
e la saggezza di capirne la differenza.


MOLTI DELLA MIA GENTE SONO MORTI,
MA NON E' MORTO IL LORO SOGNO
PERCHE' QUANDO UN SOGNO MUORE
SEMMAI NON E' SCONFITTO CHI SOGNAVA
MA CHI HA UCCISO IL SOGNO...
"La sola cosa neccessaria per la tranquillità del mondo,
è che ogni bambino possa crescere felice"
Capo Indiano Dan George.
Un uomo Sacro ama il silenzio,
ci si avvolge come in una coperta:
un silenzio che parla, con una voce forte come il tuono,
che gli insegna tante cose.
Uno sciamano desidera essere in un luogo dove si senta solo il ronzio degli insetti.
Se ne sta seduto, con il viso rivolto a ovest, e chiede aiuto.
Parla con le piante, ed esse rispondono.
Ascolta con attenzione le voci degli animali.
Diventa uno di loro.
Da ogni creatura affluisce qualcosa dentro di lui.
Anche lui emana qualcosa: come e che cosa io non lo so, ma è così.
Io l'ho vissuto.
Uno sciamano deve appartenere alla terra:
deve leggere la natura come un uomo bianco sa leggere un libro.
(Cervo Zoppo - Sioux)

Gli anziani meritano il massimo rispetto, perché ci hanno tramandato le tradizioni, la cultura e la Lingua. Essi ancora oggi, con la loro saggezza, ci aiutano a rendere migliore la nostra vita.
(Sinta Glesha)

"Quando siete giunti in questo continente avete trovato un popolo di pelle rossa. Era in armonia con tutti gli esseri viventi. Ma voi non avete visto la sua bellezza sul cammino della vostra civiltà', guardate ora la disperazione che gli ha dato l'avervi conosciuto. E in quella disperazione ammirate quella che ogni giorno date a voi stessi."
(Nuvola Azzurra, Sioux Lakota)

Il corpo muore.
Il corpo è semplicemente ciò che l'anima materialmente possiede.
E' il suo involucro.
L'anima prosegue la sua vita.
(Susie Billie, 102 anni, Seminole)
Lungo il cammino delle vostra vita fate in modo di non privare gli altri della felicità. Evitate di dare dispiaceri ai vostri simili ma, al contrario, vedete di procurare loro gioia ogni volta che potete!
( Sioux )

Quando al mattino ti svegli, ringrazia il tuo Dio per la luce dell'aurora, per la vita che ti ha dato e per la forza che ritrovi nel tuo corpo. Ringrazia il tuo Dio anche per il cibo che ti dà e per la gioia della vita. Se non trovi un motivo per elevare una preghiera di ringraziamento, allora vuol dire che sei in errore.
Tecumseh (Shawnee)

Non perseguitare mai un tuo simile, a causa della sua religione. Rispetta invece ciò in cui gli altri credono, se vuoi che loro, in cambio, rispettino te.
(Tecumseh)
Dare la dignità all'uomo è all'origine di tutte le cose
(Proverbio nativo)

La rana non s’ingozza mai di tutta l’acqua dello stagno in cui vive.
(Proverbio Sioux Teton)

Pace non è solo il contrario di guerra, non è solo lo spazio temporale tra due guerre....Pace è di più. E' la legge della vita. E' quando noi agiamo in modo giusto e quandotra ogni singolo essere regna la giustizia.
(Detto irochese)

Nessuno ha diritto di vendere, anche ad un'altra tribù e men che meno...agli stranieri! Vendere un Paese! Perchè non vendere l'aria, le nuvole, e il grande oceano contutte le sue terre! Non è forse vero che il Grande Spirito li ha creati per i suoi figli?
(Tecumseh, Shawnee)

La donna é sacra. Noi rispettiamo le madri, le sorelle, le mogli, le figlie, le nipoti. Sono le donne che ci danno la vita, che ci nutrono e che ci insegnano a camminare e a parlare. Gli uomini sono i loro occhi, le loro orecchie, la loro bocca.
(Birgil Kills Straight)
Per noi i guerrieri non sono quello che voi intendete. Il guerriero non é chi combatte, perché nessuno ha il diritto di prendersi la vita di un altro. Il guerriero per noi é chi sacrifica se stesso per il bene degli altri. E' suo compito occuparsi degli anziani, degli indifesi, di chi non può provvedere a se stesso e soprattutto dei bambini, il futuro dell'umanità.
(Toro Seduto)

Tutti gli uomini sono stati creati dallo stesso Grande Spirito. Essi sono tutti fratelli.
(Capo Giuseppe)

Grande Spirito, preservami dal giudicare un uomo non prima di aver percorso un miglio nei suoi mocassini.
(Guerriero Apache anonimo)

Sono venuto al mondo con la pelle color bronzo. Molti miei amici sono nati con la pelle gialla, nera o bianca. Ci sono fiori dai colori diversi ed ognuno di essi é bello. Io spero che i miei figli vivano in un mondo in cui tutti gli uomini, di ogni colore, vadano d'accordo e lavorino insieme, senza che la maggioranza cerchi di uniformare gli altri al proprio volere.
(Tatanga Mani)
Chi vuol essere un uomo giusto deve rispettare tutte le forme di vita su questa terra, il cielo, la luna, il sole, le stelle e quello che la natura ci dà. Se a casa sua arriva qualcuno ed é povero, gli deve dare alloggio, da mangiare e da vestire. Così si dovrebbe comportare un uomo giusto.
(dal compito scritto di un bambino di 12 anni: Kim Katsitsiosta)

Tratta tutti gli uomini come se fossero tuoi parenti.
Proverbio Navajo
Dovremmo capire tutti quanto sia ormai urgente mettere da parte le differenze ed unirci. Questo e' un sito d'amore e di rispetto e tutti dobbiamo comprenderne l'importanza. Non solo comprendere ma anche fare i cambiamenti di cui abbiamo bisogno perche' domani sia l'inizio di un futuro radioso per tutti noi.

(continua...)

- STOP AL SILENZIO...

STOP AL SILENZIO SUI CRIMINI DELLA CHIESA CATTOLICA NEL GENOCIDIO DEI NATIVI AMERICANI
(Campagna informativa)

Vogliamo sottoporre alla vostra cortese attenzione l'implicazione della Chiesa Cattolica nei crimini commessi nelle scuole residenziali canadesi e nelle boarding school americane. Questi crimini sono ormai documentati e ampiamenti diffusi su Internet, ma trovano scarsa attenzione sui media e sui giornali; la nostra richiesta è di porre fine a questo ingiustificato silenzio. Nel giugno scorso il primo ministro canadese Stephen Harper ha chiesto ufficialmente scusa per gli orrori commessi in queste scuole, sancendo, con questo atto, se non giustizia, il riconoscimento ufficiale degli orrori commessi in queste scuole. Più di 100.000 nativi americani furono costretti dal governo degli Stati Uniti a frequentare scuole cristiane. Il sistema, che ha avuto inizio con il presidente Grant nel 1869, è continuato anche nel 20° secolo. Funzionari della Chiesa, missionari, e le autorità locali hanno preso i bambini dai loro genitori e li hanno spediti nelle scuole cristiane, le Boarding School, e costretti altri ad iscriversi nelle scuole cristiane delle riserve. Sono stati separati dalle loro famiglie, per la maggior parte dell’anno, talvolta senza una sola visita della famiglia.
Praticamente imprigionati nelle scuole, i bambini hanno sperimentato una devastante litania di abusi, di assimilazione forzata e abusi sessuali e fisici. L’escalation di abusi sessuali sulle scuole delle riserve è continuata fino alla fine degli anni 1980. Le sevizie fisiche e psicologiche, le torture, gli stupri, i reati sessuali, gli omicidi e tutti gli altri atti di violenza, aggravati dal comportamento silente ed omertoso fin qui sistematicamente osservato dalla Chiesa, non possono e non devono essere ulteriormente nascosti.
Tali crimini, che hanno avuto come conseguenza la morte, solamente nel Canada, di 50.000 bambini Nativi Americani, strappati alle loro famiglie con la complicità dei governi e costretti con la forza alla conversione culturale e religiosa, con la finalità e il modus operandi definito dal Diritto Internazionale come “Genocidio”.
Studiosi e attivisti hanno solo adesso iniziato ad analizzare quelli che definiscono “gli effetti cumulativi di queste esperienze storiche in genere sulle comunità tribali e le generazione di oggi”. Effetti in molti casi devastanti. Kevin Annett ha realizzato un documentario, “Unrepentant: Kevin Annett and Canada’s Genocide”, che è stato premiato, al New York Independent Film and Video Festival nel 2006 e come miglior documentario al Los Angeles Independent Film Festival nel marzo 2007; descrive la storia personale di Kevin Annett quando, nelle veste di reverendo, si è scontrato con la Chiesa Unita per il suo interessamento ai fatti accaduti nelle scuole residenziali canadesi e il genocidio commesso dai responsabili religiosi di queste scuole, e riporta numerose testimonianze dei nativi sopravvissuti.
Questo documentario è stato, oggi, da noi sottotitolato in italiano, chiediamo che sia trasmesso
integralmente, siamo a disposizione per fornirlo a chiunque sia interessato a mandarlo in onda.
Attualmente è possibile vederlo su
http://www.nativiamericani.it/.
Stiamo attivando una campagna informativa per far conoscere questi fatti, i loro responsabili diretti e indiretti. Chiediamo il vostro supporto e il vostro aiuto. Ci rendiamo conto che non è una richiesta semplice, ma facciamo appello al vostro senso di responsabilità e giustizia, ai valori civili e democratici che siamo certo animano il vostro lavoro, affinché essa sia accolta. La maggioranza di queste scuole scuole - lager era gestita dalla Chiesa Cattolica, e per la restante parte da altre Chiese. Potete facilmente trovare informazioni dettagliate sul sito http://www.hiddenfromhistory.org, sul nostro Blog http://www.nativiamericani.it ma anche su centinaia di siti internet. Aiutateci a ristabilire la verità, a dare giustizia a tutti i bambini uccisi e senza nome, senza degna sepoltura, ai sopravvissuti e alle loro famiglie. Aiutateci a far sì che la Chiesa Cattolica riconosca ufficialmente e pubblicamente la propria responsabilità diretta in questi crimini.
Quella che segue è la nostra personale lettera inviata al Vaticano, scrivi anche tu
una tua lettera e diffondi la verità.

Lettera indirizzata a: Archivio segreto del Vaticano asv@asv.va, Radio Vaticana
sedoc@vatiradio.va, dirgen@vatiradio.va, Uffico Internet della Santa Sede ufficio-internet@net.va;
office@net.va, “L’Osservatore Romano” ornet@ossrom.va, Diocesi di Roma
segreteriagenerale@vicariatusurbis.org, Ufficio Stampa e comunicazioni sociali del Vicariato di
Roma comsoc@roma.chiesacattolica.it, stampa@vicariatusurbis.org, Famiglia Cristiana
famigliacristiana@stpauls.it, direzionefc@stpauls.it, Vatican Information Service vis@pressvavis.
va,Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali giuliodori@chiesacattolica.it,
f.mazza@chiesacattolica.it, Centro Televisivo Vaticano
ctv@ctv.va

06/11/2008
“Scriviamo la presenta lettera per chiedere che la Chiesa Cattolica riconosca ufficialmente e
pubblicamente la propria responsabilità diretta nei crimini commessi nelle scuole residenziali
cattoliche canadesi e nelle Boarding School cattoliche americane. A seguito di questa richiesta, chiediamo l’istituzione di un’inchiesta approfondita sui responsabili, diretti e indiretti, di tali crimini, che hanno avuto come conseguenza la morte, solamente nel Canada, di 50.000 bambini Nativi Americani, strappati alle loro famiglie con la complicità dei governi e costretti con la forza alla conversione culturale e religiosa, con la finalità e il modus operandi definito dal Diritto Internazionale come “Genocidio”. Il 9 dicembre 1948, la Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di Genocidio, all’articolo II, ha definito il Genocidio come uno dei seguenti atti effettuato con l’intento di distruggere, totalmente o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso:
1. Uccidere membri del gruppo;
2. Causare seri danni fisici o mentali a membri del gruppo;
3. Influenzare deliberatamente le condizioni di vita del gruppo con lo scopo di portare alla sua
distruzione fisica totale o parziale;
4. Imporre misure tese a prevenire le nascite all’interno del gruppo;
5. Trasferire forzatamente bambini del gruppo in un altro gruppo.

Il termine Genocidio è stato definito quindi dall’ONU come “Gli atti commessi con l’intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso”. Anche la sottomissione intenzionale di un gruppo a condizioni di esistenza che ne comportino la scomparsa sia fisica sia culturale, totale o parziale, è di solito inserita sotto la definizione di genocidio. Ciò che è stato fatto in queste scuole, sotto la diretta gestione della Chiesa Cattolica e di altre Chiese, rientra pienamente nella definizione del crimine di Genocidio intenzionale, e in quella di Etnocidio. Per questi crimini, la Chiesa Cattolica non ha mai ammesso la propria responsabilità, è giunta l’ora che la verità debba essere conosciuta da tutti, anche a seguito delle scuse ufficiali del Primo Ministro canadese Stephen Harper del giugno scorso, che sancisce, con questo atto, se non giustizia, il riconoscimento ufficiale degli orrori perpretati in queste scuole. Più di 100.000 nativi americani furono costretti dal governo degli Stati Uniti a frequentare scuole cristiane. Il sistema, che ha avuto inizio con il presidente Grant nel 1869, è continuato anche nel 20° secolo. Funzionari della Chiesa, missionari, e le autorità locali hanno preso i bambini dai loro genitori e li hanno spediti nelle scuole cristiane, le Boarding School, e costretti altri ad iscriversi nelle scuole cristiane delle riserve. Sono stati separati dalle loro famiglie, per la maggior parte dell’anno, talvolta senza una sola visita della famiglia. Praticamente imprigionati nelle scuole, i bambini hanno sperimentato una devastante litania di abusi, di assimilazione forzata e abusi sessuali e fisici. L’escalation di abusi sessuali sulle scuole delle riserve è continuata fino alla fine degli anni 1980. Le sevizie fisiche e psicologiche, le torture, gli stupri, i reati sessuali, gli omicidi e tutti gli altri atti di violenza, aggravati dal comportamento silente ed omertoso fin qui sistematicamente osservato, non possono e non devono essere ulteriormente nascosti. Non si può più chiudere gli occhi su quella che è ormai una realtà comprovata e documentata, e questo non accadrà fino a che la giustizia non farà il suo corso. Attendiamo una vostra presa di coscienza pubblica, che, ponendo fine al silenzio, possa restituire, almeno in parte, giustizia alle vittime del vostro operato, ai sopravvissuti e alle loro famiglie, nonché a tutti i popoli Nativi Americani, poiché, le vittime di tali crimini non furono soltanto i 50.000 bambini morti delle scuole residenziali, ma anche i sopravvissuti, la cui attuale condizione sociale è stata descritta dai gruppi per i diritti umani delle Nazioni Unite come quella di “una popolazione colonizzata al limite della sopravvivenza, con tutte le caratteristiche di una società dal terzo mondo” (12 novembre 1999). Studiosi e attivisti hanno solo adesso iniziato ad analizzare quelli che definiscono “gli effetti cumulativi di queste esperienze storiche in genere sulle comunità tribali e le generazione di oggi”. E, affinché il riconoscimento e rammarico per i vostri errori/orrori, non derivi solo in una formale giustificazione per le azioni compite eludendo le responsabilità per i vostri atti, chiediamo inoltre la divulgazione integrale di quanto accaduto nelle scuole: i crimini e chi li ha commessi e l’istituzione di un tribunale penale internazionale con il potere di citare, arrestare e perseguitare i responsabili; chiediamo che i sopravvissuti possano portare a casa i resti di tutti i bambini che sono morti in queste scuole per dar loro una degna sepoltura e stabilire dei luoghi pubblici alla loro memoria. Ci attendiamo quindi una risposta in merito, ripetiamo, una presa di coscienza che ponga fine al silenzio. Non vi è ragione perché questo non avvenga”.

Nativi Americani.it,
Blog d’informazione sui Popoli Nativi Americani,
http://www.nativiamericani.it/

Chiediamo a tutti voi di inviare le vostre lettere personali agli indirizzi indicati
affinché la Chiesa Cattolica prenda atto delle proprie responsabilità!